Il nostro impegno per il clima

Gli eventi catastrofali rappresentano un’area di forte attenzione per l’industria assicurativa. Alcuni di questi, come tempeste e inondazioni, sono riconducibili ai cambiamenti climatici, in particolare per quanto riguarda elementi statistici sensibili come frequenza ed entità.

L’impatto sul business assicurativo è duplice: se da un lato frequenti eventi catastrofali comportano un aumento del costo dei sinistri e della loro riassicurazione, dall’altro essi accrescono la domanda di protezione, con un conseguente incremento della domanda di assicurazione.

Per identificare e valutare correttamente i rischi in questo ambito, siamo costantemente impegnati nel monitoraggio e nell’analisi di breve, medio e lungo periodo dei cambiamenti climatici. Utilizziamo modelli catastrofali per la stima del danno e produciamo scenari che permettano di quantificare l’effetto economico e assicurativo dei singoli eventi.

Inoltre, investiamo nella ricerca e partecipiamo a numerose iniziative e gruppi di lavoro su temi ambientali associati al climate change, nell’ambito di organizzazioni quali Perils AG (di cui Generali è tra i fondatori), Econsense, VfU, Global Compact, ecc..

Una strategia per fronteggiare i disastri naturali

Per quanto riguarda il caso dell’Italia, particolarmente vulnerabile sotto l’aspetto idrogeologico, se da un lato è facile ricostruire un quadro degli eventi sotto un profilo scientifico, dall’altro è più complicato effettuare l’analisi socio economica del costi e dei benefici delle attività di prevenzione, essenzialmente per la mancanza di un sistema di stima efficiente.
Abbiamo quindi deciso di finanziare La valutazione economica dei disastri naturali in Italia, un progetto interdisciplinare in partnership con tre istituti del Consiglio Nazionale delle Ricerche, la sezione milanese dell’Istituto Nazionale di Geofisica e un centro interuniversitario di ricerca sull’economia delle risorse e dell’ambiente.

Il progetto prevede la focalizzazione iniziale su terremoti e frane e si indirizza a quattro livelli di valutazione:

  • quantificazione (ex post) del “costo”, privato e sociale, dei disastri naturali avvenuti in Italia;
  • valutazione del rischio di costo economicosociale (ex ante);
  • valutazione economica delle politiche di prevenzione/mitigazione;
  • possibile ruolo degli schemi assicurativi, in connessione con gli investimenti in prevenzione/ mitigazione, come parte di una strategia nazionale per i disastri naturali.