Investimenti responsabili e di impatto sociale

Asset management per le persone

Siamo investitori istituzionali globali, l’attività di asset management è un cardine fondamentale nel business assicurativo. È una funzione con un impatto rilevante sull’economia reale, che permette di influire attivamente in ambiti quali la tutela dell’ambiente, il rispetto dei diritti umani e del sociale.

Ormai da diversi anni basiamo le nostre strategie di investimento anche su criteri ambientali, sociali e di corporate governance (ESG), senza rinunciare alla redditività e coerentemente ai principi di tutela del nostro asset più sensibile, la reputazione.

Investimenti

Responsible Investment Guideline

Nel mese di marzo 2015, il Group CEO ha approvato il documento Responsible Investment Guideline, che disciplina le diverse attività di investimento responsabile per tutte le società del Gruppo, riprendendo le precedenti Linee guida etiche per gli investimenti del 2010. Il documento definisce i processi di gestione dell’attività, i ruoli e le responsabilità attribuiti alle diverse funzioni aziendali coinvolte e le modalità di comunicazione con gli stakeholder. Ispirandosi a iniziative internazionali quali il Global Compact e i Principles for Responsible Investment (PRI) delle Nazioni Unite, cui il Gruppo aveva già aderito in passato, il documento delinea gli ambiti di operatività per lo svolgimento dell’attività di investimento responsabile.

In particolare:

  • Integrazione degli aspetti ESG nel processo decisionale d’investimento

    Sono stati definiti criteri, strumenti e attività per identificare, valutare e monitorare gli investimenti che sono maggiormente esposti a rischi di natura sociale, ambientale e di corporate governance. Come già in passato, i criteri definiti fanno riferimento alla produzione di armi che nel loro uso normale possono violare principi umanitari fondamentali (in particolare, bombe a grappolo, mine antiuomo e armi nucleari); al coinvolgimento delle società in gravi o sistematiche violazioni dei diritti umani, gravi danni ambientali o gravi episodi di corruzione. Il processo di gestione mira ad identificare i rischi ESG derivanti dall’investimento in società coinvolte in queste attività, anche servendosi di un provider esterno, e prevede un’iniziale attività di dialogo per disincentivare i comportamenti osservati, per arrivare all’esclusione dal portafoglio nel caso di risposte inadeguate.

  • Offerta di prodotti di investimento socialmente responsabile

    Il Gruppo è impegnato a sviluppare e offrire prodotti di investimento responsabile (SRI), costruiti tramite una metodologia proprietaria in grado di selezionare le migliori società in relazione alle politiche di responsabilità sociale d’impresa e sviluppo sostenibile.
    L’analisi segue un approccio basato su rischi e opportunità, che integra aspetti non finanziari e finanziari tradizionali, e sul criterio di valutazione best effort, che considera le imprese con i trend di miglioramento delle performance ESG più marcati. Se necessario, per incoraggiare le società considerate ad agire responsabilmente e aiutarle a migliorare le loro performance si ricorre anche a un’attività di dialogo.

  • Dialogo con le società emittenti e politica di voto

    Engagement con le società emittentiL’integrazione degli aspetti ESG è stata disciplinata anche nella Group Voting Policy, che riprende una prassi consolidata di Generali Investments Europe, per allineare le scelte di voto alla strategia di investimento.
    Il Gruppo Generali è favorevole a presentare nelle assemblee degli azionisti cui partecipa delle istanze relative alla diffusione delle migliori pratiche in materia di governance, etica professionale, coesione sociale e protezione dell’ambiente, impegnandosi a esprimersi su proposte analoghe avanzate da altri azionisti.
    Nella Policy viene tra l’altro definita la posizione del Gruppo in merito a un equo trattamento dei diritti degli azionisti, ai meccanismi anti-takeover, alla sostenibilità nella composizione del board (in termini di diversity, indipendenza, ecc.), alla trasparenza e la qualità della comunicazione finanziaria, oltre all’inclusione di variabili ESG per la remunerazione dei manager.
    Ci sono inoltre precise indicazioni di voto contrario in relazione ad attività non in linea con i principi etici del Gruppo.


  • Impact investing

    Il Gruppo considera la possibilità di effettuare investimenti finanziari in compagnie, progetti o fondi di investimento finalizzati a migliorare le condizioni di vita delle comunità in cui opera o a ridurre i rischi e mitigare gli effetti del cambiamento climatico, con l’intento di generare un impatto sociale e ambientale positivo senza rinunciare a un adeguato ritorno finanziario.

  • Impegno pubblico e rendicontazione

    Il dialogo costante, la collaborazione con le istituzioni nazionali e la partecipazione a network internazionali per la promozione degli investimenti responsabili sono parte integrante dell’attività del Gruppo. Tra questi, segnaliamo in particolare la partecipazione ad iniziative e gruppi di lavoro dell’European Forum for Sustainable Finance (EUROSIF) e del Forum per la Finanza Sostenibile (FFS). Anche la comunicazione trasparente sui temi relativi agli investimenti responsabili nei mercati finanziari e la rendicontazione dei risultati ottenuti sono considerate strumenti di promozione della sostenibilità del Gruppo.

Un gruppo di studio sugli investimenti responsabili

Nel corso del 2014, con l’intento di creare un’opportunità di approfondimento sull’investimento sostenibile e responsabile nel settore assicurativo, il Forum per la Finanza Sostenibile e l’ANIA (Associazione Nazionale tra le Imprese Assicuratrici) hanno promosso la costituzione di un gruppo di lavoro dedicato, che ha visto tra i suoi membri attivi anche il Gruppo Generali.

Il lavoro del gruppo è sintetizzato in un booklet informativo dal titolo Le imprese assicuratrici e l’investimento responsabile, che descrive i contenuti principali emersi durante le riunioni, includendo raccomandazioni operative e una serie di approfondimenti tecnici e di casi studio.

Il documento si compone di un’analisi introduttiva dello stato dell’arte del mercato SRI in Italia, di approfondimenti sulle politiche di investimento SRI, sulle metodologie di analisi ESG di emittenti governativi e corporate che considerano rischi e opportunità dei temi emergenti, ed infine sui prodotti di investimento SRI disponibili sul mercato (prodotti di natura previdenziale, prodotti index e unit linked, impact investing).

Una task force sugli impatti sociali

Generali aderisce alla G8 Taskforce sui Social Impact Investments (SII), lanciata dal Gabinetto britannico durante il Forum G8 tenutosi a Londra il 6 giugno 2013, dedicato al tema degli investimenti di capitale in imprese e fondi che si prefiggono di ottenere, insieme a un ritorno finanziario, un impatto sociale o ambientale misurabile.

Ciascun Paese ha un proprio rappresentante nella task force internazionale (per l’Italia i membri sono Giovanna Melandri, Mario Calderini e Mario La Torre) e ha costituito un Advisory Board nazionale, a sua volta suddiviso in gruppi tematici.

L’Advisory Board italiano, partecipato da Generali, è rappresentato da esperti di finanza ed operatori dell’imprenditoria sociale e si è avvalso del contributo di interlocutori istituzionali come il Ministero del Lavoro e il Ministero degli Affari Esteri.

Nel corso dell’anno, ogni Advisory Board ha prodotto un rapporto conclusivo che recepisce lo studio e le osservazioni elaborati dai singoli gruppi di lavoro.

Il rapporto italiano, pubblicato a settembre 2014, si conclude con la formulazione di 40 raccomandazioni e proposte per contribuire ad estendere, sia a livello nazionale che internazionale, le potenzialità dell’imprenditoria sociale e della cosiddetta finanza di impatto. Ogni raccomandazione è corredata da una tempistica di attuazione suggerita (breve, medio o lungo termine).

Tra le proposte da implementare nel breve termine, segnaliamo:

  • “escludere i prodotti finanziari ad impatto sociale dall’aumento della tassazione degli strumenti finanziari previsto dalla L. 66/2014”;
  • “approvare i decreti di attuazione della legge sul microcredito e dare piena attuazione alla norma che prevede l’estensione del Fondo Centrale di Garanzia per le PMI ai prestiti di microcredito”;
  • “ridurre le barriere amministrative e i costi per rendere gli investimenti ad impatto sociale disponibili agli investitori istituzionali e privati”.

In Africa un fondo per lo sviluppo

Un caso particolarmente significativo di impact investing vede protagonista la società Generali International Ltd. (Guernsey).

L’iniziativa è collegata ad uno dei prodotti unit-linked venduti dalla società, l’Alquity Africa Investment Fund, che investe in società quotate presenti in alcuni Paesi africani applicando un accurato processo di selezione, finalizzato ad individuare quelle che sono gestite con solidi principi di responsabilità sociale.

Inoltre, Alquity Fund destina fino al 25% delle commissioni di gestione a organizzazioni no profit operanti in selezionati Paesi africani.

Presidente del Comitato donazioni è Georgie Fienberg, autorevole rappresentante del mondo della filantropia sostenibile, fondatrice di Afrikids, una ONG che non dona a fondo perduto, ma cerca di creare piccole comunità capaci di mantenersi autonomamente.

CEO è Paul Robinson, che ha costituito One Water e la One Foundation, attraverso cui ha finanziato progetti idrici in Africa con la vendita di bottiglie di acqua in alcuni discount del Regno Unito.

Tramite Afrikids, Alquity Fund svolge principalmente attività di microcredito in Ghana in favore di piccole imprese e singoli individui, e finanzia la creazione di centri medici, orfanotrofi e case famiglia per i bambini di strada.

La collaborazione diretta di Generali con Afrikids si è nel tempo ulteriormente intensificata: oltre ad assicurare un continuo supporto finanziario con l’investimento del capitale in Alquity Fund, l’attività è supportata attraverso il programma Experience Challenge, che consente a gruppi di dipendenti di Generali International di trascorrere una settimana nelle comunità africane sostenute dal programma, entrando in contatto con la vita e il lavoro delle persone.